Otto progetti open source da monitorare nel 2018

20  anni  dal  conio  del termine  Open Source, le soluzioni disponibili sulle varie community non solo continuano a crescere in numero e qualità, ma sono sempre più vicine alle esigenze degli utenti, riducendo così in modo sensibile i tempi ed i costi di messa in opera delle innovazioni tecnologiche.
 
Oggi vogliamo presentarvi otto progetti open source che crediamo valga la pena tenere d’occhio nel 2018
 
  1. Spree Commerce (https://spreecommerce.org)
    I developers lo amano per flessibilità ed estensibilità. Chi lo usa per il proprio business lo ama per scalabilità e stabilità. Scritto in Ruby e con una comunità da quasi 800 contributors, è uno dei più grandi progetti open source dedicati all’e-commerce e non ha nulla da invidiare a colleghi come  Magento o Demandware.
     
  2. Reactive Native  (https://facebook.github.io/react-native/)
    Sviluppato da Facebook, offre la possibilità di creare mobile apps strutturate esclusivamente su JavaScript. Grazie ad una libreria propria di codici Javascript, gli sviluppatori possono riutilizzare il codice su web e canali mobile, senza quindi dover riprogettare da zero la stessa app per iOS e Android. Reactive Native offre anche un servizio cross-platform, Ads Manager, per gestire campagne sui social network.
     
  3. Kontena (https://kontena.io)
    Dal 2015 offre un servizio user-friendly che supporta le aziende nella gestione di container su larga scala. La piattaforma open source permette di gestire app e micro-servizi in ambienti containerizzati, in loco o in cloud, senza richiedere particolari conoscenze di Devops o Linux. Il goal? Fornire “tutto il necessario per eseguire e scalare i container in produzione”.
     
  4. Rocket Chat (https://rocket.chat)
    Più di 850 collaboratori contribuiscono alla “soluzione open source più completa ed efficiente per la comunicazione tra gruppi di lavoro”. Rocket Chat è fondamentalmente una piattaforma che ospita privatamente il servizio di chat aziendale – simile a Slack, ma open source. Pensata per le aziende, il suo toolkit comprende traduzione istantanea, videochiamate, chat di gruppo, APIs e temi personalizzabili.
     
  5. Bazel (https://bazel.build)
    Creazione di Google, Bazel permette di sviluppare e testare rapidamente software, utilizzando un repository di codice condiviso. Tra i suoi clienti ci sono colossi come Braintree, Huawei e Dropbox. Particolarmente apprezzata è la possibilità di accelerare sviluppo e testing grazie allo sfruttamento della memorizzazione nella cache.
     
  6. Nextcloud (https://nextcloud.com)
    Spinoff di Struktur AG, azienda leader in web conference e pianificazione finanziaria, Nextcloud è un servizio di hosting open source di ultima generazione. Lanciato nel 2016, Nextcloud perfette di gestire il flusso di lavoro e condividere su più dispositivi, offrendo anche la garanzia di audio e videoconferenze sicure. Per garantire la sicurezza dei file, il servizio supporta l’autenticazione a due fattori e permette di scaricare l’app di crittografia per cifrare i dati di archiviazione in locale e remoto.
     
  7. Mattermost (https://about.mattermost.com)
    Con la promessa di una comunicazione moderna, flessibile e sicura, Mattermost si pone come alternativa a Slack e offre un programma di chat open source per team, con in più la possibilità di integrare una varietà di applicazioni. Scelto da Uber e dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, è scritto in Golang e React, e offre canali di messaggistica e condivisione file self-hosted.
     
  8. Open Service Catalog Manager  (https://www.openservicecatalogmanager.org/ui/)
    Primo progetto open source di Fujitsu, Open Service Catalog Manager offre ad aziende e service providers un software per la gestione del cloud. Le aziende possono creare store aziendali propri sfruttando un “self-service” di servizi e applicazioni in cloud. 

 

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