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BPER: J-Brick come ambiente di sviluppo java.
jBrick come base per lo sviluppo in ambiente bancario
Framework di sviluppo per applicazioni Web.

Gennaio 2006:
J-BRICK ENTRA IN BANCA
L'esperienza di Make It e del suo framework di sviluppo Java entrano in banca. J-Brick in Banca Popolare dell'Emilia Romagna.

La Banca Popolare dell'Emilia Romagna acquista J-Brick per gli sviluppi interni della propria intranet.

Una breve consulenza, grazie alla quale il framework è stato dotato del supporto di servizi Web per gestire l'accesso in lettura e scrittura a fonti dati, ha permesso la semplice integrazione tra il mondo Java (Servlet/JSP, ma non solo) e le componenti Host, utilizzando i servizi presenti nell'application server di IBM, WebSphere.

La realizzazione di un prototipo, utilizzato successivamente come base per la prima implementazione, ha dimostrato la flessibilità, la facilità d'uso e di implementazione dello strumento: nello specifico, il prototipo ha avuto come obiettivo l'integrazione con i servizi di sicurezza del portale intranet di BPER, basato sull'utility RACF, la realizzazione di alcuni componenti Java a supporto dell'integrazione tra il portale ed i servizi Web sviluppati dallo staff tecnico di BPER, la realizzazione di alcuni componenti Java a supporto dell'interazione del portale con un database relazione.

Da questa esperienza sono emerse alcune nuove ed interessanti implementazioni, che saranno oggetto di rilascio già nelle prossime release di J-Brick.



J-Brick è un frameworK java
Sviluppato in architettura three tier, che consente di minimizzare i tempi di realizzazione del software, concentrando l’attenzione del programmatore sulla complessità della logica applicativa e lasciando la gestione di tutte le problematiche di “presentation” e di accesso ai dati, preliminari allo sviluppo vero e proprio, ad un middleware che realizza lo standard “implicito” ed omogeneo per tutta l’applicazione.

Le applicazioni basate su questo framework presentano:

  1. Un basso costo di manutenzione, sia in termini di interoperabilità delle risorse allocate sul progetto (le classi definiscono un pattern da seguire durante tutto il ciclo di vita del software), sia in termini di distribuzione del software (l’applicazione è priva di componenti da installare in periferia: viene infatti richiesto solo un browser;
  2. Non viene fatto alcun uso di applet e di plug-in;
  3. Una naturale adattabilità agli ambienti Server più diffusi, in termini di Sistema Operativo, di Web Server e di DBMS;
  4. Infine un’alta flessibilità per adeguarsi alle evoluzioni delle organizzazioni aziendali e alle logiche di presentazione dei siti che ospitano le componenti applicative.

Tra i servizi messi a disposizione dalle diverse componenti previste dalla architettura (Front-end, Application e Back-end) troviamo:

  • la configurazione delle organizzazioni e delle applicazioni, la profilazione degli utenti interni ed esterni;
  • la gestione della sicurezza, sia del software che delle comunicazioni tra componenti;
  • la localizzazione dell’installazione;
  • logiche di localizzazione;
  • l’indipendenza dalla fonte dati;
  • la remotizzazione;
  • la transazionalità;
  • il balancing;
  • la distribuzione dei messaggi; tracing delle modifiche e log applicativi;
  • la console applicativa;
  • supporto nell’accesso a basi dati relazionali (SQL embedded e stored procedures);
  • la gestione della configurazione;
  • supporto nella gestione di documenti XML;
  • supporto della comunicazione con un Mainframe via APPC;
  • supporto nell’utilizzo della tecnologia smart-card; supporto nella generazione della GUI, basata su HTML o XWindow.